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Assessorato alla Partecipazione Democratica, Rapporti con i Quartieri, Nuovi Stili di Vita e Consumo Critico

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COOPERAZIONE E SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE

La cooperazione e la solidarietà internazionale rappresentano il tentativo da parte degli Stati e della società civile di costruire rapporti con l'altra parte del mondo, basati sullo scambio reciproco, sulla collaborazione, sulla solidarietà. Questi principi si concretizzano nel sostegno e nel finanziamento di progetti di sviluppo che vogliono migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e renderle partecipi di un cambiamento positivo. I destinatari dei fondi per la cooperazione possono essere i grandi organismi internazionali, lo stesso governo e le Organizzazioni Non Governative, che in questo caso rappresentano la più diretta espressione della società civile. I fondi possono essere utilizzati per programmi di emergenza (in caso di guerre o catastrofi naturali), oppure per programmi di sviluppo che mirano a favorire la crescita economica e il benessere sociale di un paese nel medio e nel lungo periodo.

CHE COS'E'

Tutti gli stati del Nord destinano una parte, anche se minima, delle risorse pubbliche per intervenire nel sud del mondo. L'insieme di interventi che vengono realizzati, in questo senso vanno genericamente sotto il nome di cooperazione allo sviluppo. Le vie di utilizzo dei soldi destinati alla cooperazione da parte dell'Italia si possono raggruppare in due categorie: la via multilaterale e la via bilaterale. Nel primo caso i soldi sono affidati ad altri organismi internazionali per il finanziamento di progetti che seguono essi stessi (sono la FAO, l'UNICEF, l'OMS, la Croce Rossa, ma anche l'FMI, la BM, la Comunità Europea), nel secondo abbiamo il Fondo di Rotazione (un sistema di credito da destinare e far gestire direttamente ai governi dei paesi) e il cosiddetto Fondo Cooperazione destinato sia a progetti seguiti dal governo italiano, che a sua volta affida la loro realizzazione a imprese italiane, che alle Organizzazioni Non Governative, che rappresentano in questo caso la più diretta espressione della società civile.

I fondi destinati alla cooperazione possono servire per programmi di emergenza, che servono ad affrontare crisi umanitaria derivate da catastrofi naturali o guerre. Oppure possono essere utilizzati per programmi di sviluppo che mirano a favorire la crescita economica e il benessere sociale di un paese nel medio e lungo periodo tramite la costruzione di infrastrutture (sanitarie, scolastiche, reti idriche etc.), il sostegno all'agricoltura e all'industria locale, la formazione della popolazione da un punto di vista sociale, sanitario, professionale, etc.

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A COSA SERVE

E' ormai sempre più evidente l'emergere del divario tra Nord e Sud del mondo.

Se da una parte vediamo paesi con una potente struttura industriale, con grandi capacità tecnologiche, molti servizi e un diffuso benessere (almeno in termini economici), dall'altra vi sono paesi con un apparato industriale debole o nullo, con servizi pubblici scadenti, con larghe fasce di popolazione che vivono in condizioni disumane.

Attraverso due secoli di sfruttamento del lavoro e di accaparramento di risorse a livello planetario, il nord ha concentrato quasi tutta la struttura produttiva del pianeta nella sua parte di mondo facendola funzionare con materie prime a basso costo provenienti da tutta la terra. In breve il 20% della popolazione mondiale si garantisce l'84% del prodotto lordo mondiale, mentre il sud, ovvero il restante 80% della popolazione mondiale usufruisce del solo 16%.

La cooperazione e la solidarietà internazionale rappresentano il tentativo da parte degli stati e della società civile, di costruire un altro tipo di rapporti con l'altra metà del mondo basati sullo scambio reciproco, sulla collaborazione, sulla solidarietà. Questi principi si concretizzano nel sostegno e finanziamento di progetti di sviluppo che vogliono migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e renderle partecipi di un cambiamento di segno positivo.

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QUANDO E COME NASCE

La cooperazione si sviluppa a partire dal secondo dopoguerra con la nascita dell'agenzie dell'ONU (FAO, OMS, UNICEF, etc.) volte ad aiutare i paesi colpiti dalla guerra. Viene sottolineato l'aspetto "ideale" della cooperazione facendo riferimento a principi quali la solidarietà, l'interdipendenza e la coscienza più ampia di bene comune, legato all'intera umanità e non più ai singoli popoli, con l'obiettivo di aiutare i paesi più colpiti dalla guerra. Con il processo di decolonizzazione diventa poi sempre più evidente il problema del sottosviluppo.

Negli anni 50 viene attuato un tipo di cooperazione che mira allo sviluppo economico e alla crescita del prodotto nazionale. Vengono realizzati progetti per l'industria, si costruiscono grandi infrastrutture (denominate in seguito " le cattedrali nel deserto" ), ma essenzialmente i guadagni che ne derivano tornano tutti a favore delle imprese occidentali; le popolazioni locali vengono praticamente ignorate. La cooperazione allo sviluppo di questi anni si può in sostanza definire una delle armi del "neocolonialismo" economico e culturale.

Negli anni 60 si realizza per la maggior parte dei paesi del sud il processo di decolonizzazione, e nel nord le società civili si fanno carico in maniera più precisa del problema della cooperazione tra i paesi. E' il momento in cui, anche in Italia, a fronte della pressione della società civile, viene formulata una legge sulla cooperazione, nascono le prime Organizzazioni Non Governative con una forte tensione etico-sociale.

Negli anni 70 si comincia a ritenere che una delle cause fondamentali del sottosviluppo sia la povertà, concepita soprattutto come forma di esclusione sociale. Vengono realizzati i primi progetti rivolti agli strati più poveri della popolazione, nei quali si tenta di fare attenzione alle esigenze delle comunità locali. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclama il secondo Decennio per lo sviluppo, che ha l'ambizione di un approccio più globale, prefiggendosi obiettivi non solo economici, ma anche sociali.

Negli anni 80 la soluzione dei problemi al sottosviluppo viene vista nel funzionamento del mercato, quindi si cerca di spingere i paesi in via di sviluppo a praticare una politica di apertura al commercio internazionale. A tale scopo Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale impongono a molti paesi programmi di riaggiustamento strutturale. La cooperazione diventa uno degli strumenti di penetrazione e controllo dei mercati mondiali e una possibilità di aggiustare non solo le economie povere del Sud del Mondo, ma anche le economie in crisi del Nord.

Negli anni 90 gli interventi realizzati da questi organismi sono sottoposti a forti critiche e di nuovo acquista rilevanza la dimensione sociale, in particolare con l'enunciazione da parte delle Nazioni Unite dei Millennium Development Goals, che mirano al raggiungimento di mete come l'istruzione, la riduzione della mortalità e della povertà, la sanità, la parità tra uomini e donne.

La caratteristica fondamentale della cooperazione internazionale di fine secolo è l'attenzione crescente, in quantità e in qualità al mondo non governativo, e non solo nelle sue esperienze ma anche nei suoi valori.

Basti pensare a quello che succede in Italia, in anni segnati dalla crisi politica e morale della cooperazione italiana: le ONG diventano importanti protagoniste di un rinnovamento, che da vita a nuove esperienze associazionistiche fortemente impegnate sui temi internazionali e pone le basi di un nuovo modo di cooperare: basti ricordare il movimento di solidarietà sviluppatosi a favore delle popolazioni della ex-Jugoslavia, il moltiplicarsi di iniziative concrete di accoglienza e di scambio interculturale costruite assieme e a favore dei cittadini immigrati, l'affermarsi della cooperazione decentrata con l'obiettivo di rafforzare le comunità locali nella convinzione che siano esse il principale motore di sviluppo.

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LA LEGGE IN MATERIA

In Italia l'attività dei volontari ha preceduto i vari interventi legislativi. La prima legge italiana che tenta d'inquadrare in modo organico la cooperazione ed il volontariato internazionale, indicandone i principi e le modalità operative è quella del 1971. L'ultima, sebbene in fase di revisione, è la legge 49 del 1987 a cui si aggiunge il regolamento di esecuzione DPR n.177 del 12 aprile 1988. Secondo la legge 49 la cooperazione allo sviluppo "persegue obiettivi di solidarietà tra i popoli e di piena realizzazione dei diritti fondamentali dell'uomo".

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IL PANORAMA ATTUALE

Esiste un insieme molto ampio di organizzazioni, enti e associazioni che operano nell'ambito della cooperazione internazionale e che si differenziano per finalità, ambiti di intervento, modalità operative e dimensioni.

Organismi internazionali multilaterali : Sono organismi di sviluppo economico che operano a livello mondiale o sovranazionale. Sono finanziati con fondi pubblici offerti dai vari governi. Fra i principali vi sono gli istituti delle Nazioni Unite, come: UNICEF, FAO, UNDP, OMS, UNESCO, ecc. Ci sono poi gli istituti finanziari specializzati in materia di sviluppo: Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, BEI (Banque Européenne d'Investissements), BAD (Banque Africaine de Développement), ecc.

Organismi nazionali bilaterali : Sono gli organismi di cooperazione attraverso i quali operano i singoli governi. Vi sono enti specializzati, che hanno la forma di agenzie, società o associazioni: ad es. l'Agenzia per lo Sviluppo Statunitense US-AID (United States Agency for International Development), quella francese FAC (Fonds d'Aide et de Coopération) o quella tedesca GTZ (Gesellschaft für Technische Zusarnrnenarbeit). La cooperazione bilaterale agisce anche tramite organismi finanziari come: CCCE (Caisse Centrale de Coopération Economique), KFW (Kreditanstalt für Wiederaufbau), CDC (Commonwealth Development Corporation).

Organismi privati : Sono le ONG (Organizzazioni Non Governative) che di regola costituiscono enti morali e non operano a fini di lucro. Storicamente questa attività di sviluppo precede quella a finanziamento pubblico ed ha la sua origine nelle missioni cristiane, cattoliche e protestanti. Le ONG di iniziativa religiosa, sono state poi rapidamente affiancate da molte ONG di ispirazione laica.

Nel panorama attuale le Organizzazioni Non Governative svolgono un ruolo molto importante sia perché sono chiamate a cooperare con gli organismi internazionali, i governi e gli enti locali, sia perché offrono, come già accennato sopra, una visione della cooperazione alternativa a quella pubblica e ufficiale, sia per i loro collegamento con i movimenti della società civile.

Le ONG sono oggi circa 2.500. Alcune di esse sono di grandi dimensioni e svolgono un ruolo rilevante nell'ambito della cooperazione internazionale, come ad esempio: Oxfam, Save the Children, Care, Médecins Sans Frontières. Accanto alle Organizzazioni Non Governative sono numerosissime le Associazioni di volontariato.

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CHI SE NE OCCUPA IN ITALIA

La Cooperazione Italiana allo Sviluppo è gestita dal Ministero degli Affari Esteri. È parte integrante della politica estera e persegue gli obiettivi internazionali di sviluppo economico-sociale.

La Cooperazione Italiana agisce sia sul piano multilaterale che bilaterale. Nel primo caso la cooperazione è realizzata tramite la partecipazione al capitale di banche e fondi internazionali di sviluppo, la partecipazione agli aiuti allo sviluppo forniti dalla UE, nonché il sostegno finanziario alle attività degli Organismi Internazionali, tra cui le agenzie delle Nazioni Unite. Nel caso della cooperazione bilaterale vengono stipulati accordi con i singoli PVS per fornire assistenza tecnica e aiuto ai progetti.

Di recente si è sviluppata la Cooperazione decentrata che viene attuata da Regioni, Comuni, fondazioni pubbliche e private, Associazioni, Università e Centri di Ricerca .

Attualmente circa due terzi delle ONG sono riunite in tre federazioni: FOCSIV, CIPSI e COCIS. Oltre 160 di esse fanno parte del l'Associazione delle ONG Italiane Vi sono poi ONG che non aderiscono a nessuna federazione oppure fanno capo ad associazioni di associazioni.

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CHI SE NE OCCUPA A FIRENZE E PROVINCIA

Sono presenti sul territorio varie ONG e Associazioni di Volontariato tra cui: Cospe, Medina, Komera, Arci, Rete Radié Resch, Coltiviamo la pace, Aucs, Mani Tese Firenze, Anpas solidarietà internazionale, Forafrica. E' stato anche costituito il Coordinamento delle ONG della Toscana.

Oltre a tali enti privati e in collaborazione con essi, sono attive nel campo della cooperazione varie istituzioni locali come la Provincia, i Comuni, l'Università.

L'elenco sopracitato non è da ritenersi esaustivo, ma è suscettibile di integrazioni: si ringraziano cittadini ed utenti che vorranno comunicarci ulteriori indirizzi di enti ed associazioni operanti secondo i canoni della sostenibilità nella tematica in questione.

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LINK UTILI

www.ong.it

www.focsiv.it

www.cocis.it

www.cipsi.it

www.una.org

www.unimondo.org

www.urihi.org

www.selvas.org

www.movimondo.org

http://cdt.iao.florence.it

L'elenco sopracitato non è da ritenersi esaustivo, ma è suscettibile di integrazioni: si ringraziano cittadini ed utenti che vorranno comunicarci ulteriori indirizzi di enti ed associazioni operanti secondo i canoni della sostenibilità nella tematica in questione.

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ASSOCIAZIONI E GRUPPI

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