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CONSUMO CRITICO
Come funziona un GAS? E come vengono fatti gli ordini?
Il gruppo di acquisto solidale è un gruppo di persone che decidono di acquistare insieme prodotti
alimentari e non, direttamente dai produttori attraverso una lista comune e con ordini cumulativi,
per poi ridistribuirli tra i vari appartenenti del gruppo.
Il funzionamento è abbastanza semplice: con cadenza temporale prestabilita (1 volta al mese, o ogni
15 gg o ogni settimana) viene redatta una lista dei prodotti disponibili c/o i vari fornitori e diffusa ai
vari componenti del gruppo; questi hanno 2/3 giorni per compilarla e rispedirla al mittente.
Altri andranno a ritirare gli acquisti dai produttori ed infine sarà stabilito un giorno per la
distribuzione di tutto ciò che sarà acquistato. Affinché un G.A.S. funzioni nella maniera più
adeguata è consigliabile che i numero dei partecipanti al singolo G.A.S. non sia né troppo esiguo né
troppo cospicuo. Un minimo di 5/6 fino ad un massimo di 40/50 partecipanti.
Quanti ne esistono a Firenze e dintorni?
Una ventina, però visto la rapida crescita se ne stanno creando altri.
Secondo quali criteri vengono valutati i produttori?
Premesso che ogni gruppo si dà i criteri nei quali meglio si riconosce, possiamo tranquillamente
affermare che vi sono una serie di caratteristiche comuni.
Il gruppo è solidale in quanto basa le proprie scelte su criteri di consumo critico, stando il più
possibile attento sia agli aspetti di rispetto ambientale (tanto diretti che indiretti) quanto al
comportamento dell'azienda sia nei confronti dei consumatori sia nei confronti dei collaboratori.
Tendenzialmente si osservano criteri di rispetto dell'ambiente, criteri sulla responsabilità sociale
d'impresa, sulla genuinità dei prodotti, sulla localizzazione oltre ovviamente sulla solidarietà
(commercio equo e solidale).
Lo scopo dei vari G.A.S. che acquistano direttamente dai piccoli produttori è quello di creare un
rapporto che soddisfi sia i componenti del gruppo che vogliono prodotti locali, etici e genuini sia il
piccolo produttore che normalmente fa molta fatica a trovare mercato per conto proprio.
Alla fine quando un G.A.S. sarà a regime avrà creato un modo veramente alternativo di fare la
spesa, alternativo alla grande distribuzione e ai prodotti dei grandi colossi nel campo alimentare e
non solo.
Secondo quali criteri vengono valutati i prodotti?
Su criteri di esigenza del gruppo, sulla stagionalità (mai le fragole a gennaio.), sul sistema di
produzione (qualità, logica produttiva ecc), prossimità (prodotti locali), genuinità (tendenzialmente
sono biologici/biodinamici, ma non necessariamente).
Richiesta di materiale sulla pulizia ecologica della casa (detersivi etc.)
I gas acquistano anche i prodotti sia di igiene personale sia di igiene della casa (saponi per la casa,
per il bucato ecc) ponendo estrema attenzione al riuso dei contenitori e al prodotto
(biodegradabilità, test sugli animali, naturalità del prodotto e basso impatto ambientale).
Inoltre è possibile auto-produrre molti prodotti per l'igiene della casa utilizzando materie base come
aceto, bicarbonato di sodio, limone, oli essenziali, sapone di Marsiglia etc
Acqua
Dove si acquistano i riduttori di flusso?
Nelle ferramenta e in negozi idraulici.
Come funzionano?
Il riduttore di flusso è un filtro composto in tre parti:
- una valvola che riduce la portata dell'acqua;
- un dispositivo a spirale che imprime velocità all'acqua
- una serie di retine e fori che miscelano l'aria all'acqua, aumentano il volume del getto.
La combinazione di questi tre elementi assicura lo stesso servizio con una minore quantità d'acqua
Quanto fanno risparmiare?
Il riduttore di flusso consente un risparmio fino al 50% circa del consumo d' acqua.
E' potabile l'acqua del rubinetto?
Si, l'acqua del rubinetto è potabile. Secondo una recente indagine di Altroconsumo (giugno 2007),
in tutti gli acquedotti italiani, il contenuto di sostanze nocive, ovvero quelle sostanze che rendono
l'acqua non potabile, è sempre al di sotto dei limiti stabiliti per legge.
Un'acqua è dichiarata idonea all'uso potabile quando viene analizzata sia sotto il profilo chimico
che microbiologico: altre indicazioni come l'assenza di torbidità, il senso di gradevolezza,
l'isolamento ambientale del corso idrico o della sorgente costituiscono elementi sufficienti per
dichiarare un'acqua “buona” o esente da rischi. Oggi sono necessarie tecnologie all'avanguardia per
fornire all'utenza acqua con sufficienti garanzie igienico-sanitarie. Le acque di acquedotto possono
alle volte presentare delle alterazioni del sapore e dell'odore perché sono quasi sempre sottoposte a
processi di disinfezione a base di prodotti del cloro. Sono però sicure sotto l'aspetto chimico e
microbiologico perché costantemente controllate.
A Firenze Publiacqua ha iniziato a distribuire, dalla primavera del 2003, acqua trattata con sistemi
avanzati, tra cui un nuovo sistema di filtrazione a carbone attivo granulare, in grado di elevarne la
qualità.
Grazie a questi filtri, è stata ridotta del 70% la presenza di sostanze organiche, che possono
conferire odori e sapori sgradevoli, e il cloro del 30%.
Gli acquedotti forniscono in genere un servizio di controllo della qualità dell'acqua di rubinetto, in
caso di segnalazione di alterazione dell'odore, sapore e colore (acquedotto di Firenze, numero verde
800238238).
Quali filtri esistono in commercio per migliorare l'acqua del rubinetto?
Si, esistono molti filtri in commercio, ma richiedono una manutenzione costante , che se trascurata
può peggiorare la qualità dell'acqua e causare la proliferazione di batteri.
1. Filtri meccanici. Sono dei filtri atti all'eliminazione delle sostanze solide in sospensione
come sabbia ruggine etc
2. Filtri a carbone attivo: Vengono utilizzati per eliminare i residui della clorazione
(organiclorurati e alometani). Devono essere provvisti dell'autorizzazione del Minestero della Salute
e certificazione di idoneità.
3. Filtri compositi: sono costituiti da un filtro meccanico e uno o più filtri a carbone attivo.
Non alterano il contenuto salino dell'acqua potabile, ma sono efficaci nel trattenere materiali
in sospensione, l'odore di cloro, i cloroderivati ed eventuali microinquinanti organici
4. Filtri compositi naturali: Sono composti da tre stadi: il primo è costituito da carbone
vegetale di cocco, in cui viene trattenuto il cloro e altre sostanze indesiderabili. Nel secondo
stadio, l'acqua passa attraverso una matrice in cellulosa che trattiene me ccanicamente le
particelle estranee e assorbe tutti gli inquinanti di dimensione inferiore caricati
negativamente: ioni metallici e microrganismi. Nel terzo stadio l'acqua passa attraverso le
pareti di una candela in ceramica, prodotta con una sofisticata tecnologia, che usa un
impasto di argille naturali. In questo stadio viene bloccato tutto ciò che ha una dimensione
maggiore o uguale a 0,1 micron, quindi germi patogeni, cisti, giarde, fibre in amianto,
piombo ed altri metalli pesanti.
5. Filtri a caraffa. In genere si tratta di cartucce , inserite direttamente all'interno di caraffe
per l'acqua, contenenti filtri a carbone attivo a resine o copmpositi. Eliminano a seconda dei
modelli: residui di clorazione, alluminio, piombo, nitrati calcare pesticidi e altre sostanze
estranee. Va controllata e cambiata la cartuccia periodicamente.
6. Impianti ad osmosi inversa. Tecnicamente non rientrano nei purificatori, perchè
modificano le caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua. Sono composti da un filtro
meccanico, un filtro a carbone attivo, una membrana semimpermeabile, una lamapada
battericida e altri dispositivi di filtraggio. Consentono l'eliminazione delle sostanze solide in
sospensione come il cloro, gli organoclorurati, gli alometani e la quasi totalità degli elementi
allo stato ionico, quindi la gran parte dei sali minerali. La qualità dell'acqua ottenuta è
battereologicamente e chimicamente pura ma può presentare limiti per quanto riguarda il
contenuto di sali minerali che dipende dal corretto dosaggio di miscelazione.
Quali inconvenienti può causare l'utilizzo dei filtri?
Secondo la già citata indagine di Altroconsumo di giugno 2007, i filtri non migliorano in maniera
sostanziale la qualità dell'acqua e rischiano nella maggior parte dei casi di creare batteri se la
manutenzione non è impeccabile. Al contrario l'acqua del rubinetto è garantita, controllata di
continuo e sottoposta a leggi restrittive: lo dicono i dati resi pubblici delle Asl.
Gli impianti di depurazione domestica dell'acqua possono correggere il sapore di cloro, ma dal
punto di vista della salute sono inutili: servono a ridurre le tracce di alcuni inquinanti che
comunque, già in partenza, non ci sono nell'acqua di rete se non in forma bassissima. La filtrazione
non rende potabile l'acqua che lo è come quella dell'acquedotto. Anzi per certi versi gli impianti
tendono a peggiorarla addolcendola troppo, e questo non è salutare. Dalla sintesi delle analisi
dell'acqua prelevati da alcuni impianti di filtrazione domestica si comprende che un addolcimento
eccessivo dell'acqua rende l'acqua poco salutare perchè alcuni materiali (parti dell'impianto o
stoviglie) che vengono a contatto con acqua troppo dolce rilasciano particelle che rimangono in
sospensione e poi vengono bevute.. Inoltre un'acqua totalmente priva di calcio non è ottimale per il
consumo quotidiano soprattutto per bambini e anziani (la durezza consigliata per legge è 15-50°F).
Inoltre, gli impianti di filtrazione, aumentano la probabilità di aggiungere una carica batterica
all'acqua in arrivo dall'acquedotto, che potrebbe comportare dei rischi per chi la beve. Infatti,
rimuovendo il cloro nei primi stadi della filtrazione, si espone l'acqua trattata ad un rischio di
colonizzazione batterica (rischio di prolificazione di Pseudomonas aeruginosa, indicatore di cattiva
qualità dell'acqua)
Dove sono collocati i fontanelli con acqua di alta qualità?
I fontanelli ad alta qualità in città sono 4: nel quartiere 3 (Parco dell´Anconella), nel quartiere 1,
appena messo in funzione in via dell´Agnolo presso il Giardino Chelazzi, a Villa Vogel, e nel
Quartiere 5 in via della Sala (zona Piagge). Altri 3 fontanelli sono in arrivo nei quartieri 2, 3 e 5: in
piazza Varlungo, piazza Istria e piazza del Sodo.
Come viene filtrata l'acqua?
Non si aggiunge niente all’acqua ma si opera un intervento “sottrattivo” cioè di filtrazione: con il
carbone attivo granulare vengono sottratti il cloro ,gli odori, i sapori e buona parte della sostanza
organica residua. Perciò l’acqua mantiene il suo patrimonio salino. L’acqua diventata gradevole di
sapore, deve diventare sicura per poterla conservare in bottiglia e per far questo è necessario
eseguire una sterilizzazione senza mutare il patrimonio salino e operare a bassi costi energetici.
L’acqua in uscita dal carbone attivo, quindi viene fatta passare attraverso una membrana dove si
opera una “ microfiltrazione ” cioè tutta la materia che ha dimensioni maggiori o uguali a 0,05
micron viene trattenuta : batteri ,virus ed altri microrganismi vengono bloccati mentre si lascia
passare i sali. Il terzo passaggio è l’erogazione del “ fontanello” il quale al suo interno è dotato di
un” microfiltro “ assoluto sterilizzante. Questo microfiltro, installato a pochi centimetri a monte dei
rubinetti, garantisce il mantenimento delle condizioni di sterilità che potrebbero essere mutate nel
percorso che la tubazione compie dall’impianto di microfiltrazione al punto di erogazione. Le
dimensioni dei pori di questa membrana sono questa volta di 0,02 micron tali da assicurare il
trattenimento del più piccolo microrganismo conosciuto. In questo modo l’acqua è idonea ad essere
conservata in appositi contenitori adibiti allo scopo.
Cosa si può fare per risparmiare acqua nelle quotidiane attività domestiche?
- Mentre si lavano i piatti, ci si fa la barba, ci si lavano i denti, ci si insapona, bisogna tenere il
rubinetto chiuso. Una famiglia media risparmia così circa 8.000 litri d’acqua l’anno.
- Utilizzare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico.
- Non usare troppi detergenti e saponi: si inquina di più e si consuma più acqua per il risciacquo.
- Verificare periodicamente lo stato di salute dell’impianto idrico, chiudendo tutti i rubinetti e
controllando che il contatore non continui a girare. In caso contrario bisognerà intervenire per
riparare la perdita. Non lavare l’automobile con acqua corrente, ma utilizzando un secchio. Si
risparmiano così 130 litri ogni lavaggio. È possibile anche rivolgersi ad autolavaggi che riciclano
l’acqua.
- Quando ci si lava i denti, utilizzare un bicchiere pieno d’acqua con il quale risciacquarsi la bocca
tenendo il rubinetto chiuso.
- Preferire la doccia al bagno. Si risparmiano tra i 70 e i 100 litri d’acqua ogni volta.
- Se non si sostituisce lo sciacquone con sistemi più moderni, è comunque possibile ridurre il livello
d’acqua nelle cassette regolando opportunamente il galleggiante.
- Per lavare i piatti, riutilizzare l’acqua calda con cui si cuoce la
pasta o il riso. È un’acqua molto sgrassante e si ottiene un lavaggio più efficace ed ecologico.
- Non lavare le stoviglie con acqua corrente, ma riempire una vaschetta o il lavello e utilizzare una
dose non eccessiva di detersivo per insaponare. Servirsi di un piccolo getto
d’acqua per il risciacquo.
– Non sottoporre a lavaggi intensivi in lavastoviglie pentole e padelle molto sporche. È meglio
lasciarle qualche ora in ammollo.
Energia
Quali interventi possiamo realizzare per risparmiare energia in casa?
Sono molteplici gli interventi possibili nella propria abitazione per risparmiare energia e vanno
dalle manovre più semplici, come piccoli accorgimenti, ad interventi possibili solo in fase di
ristrutturazione.
Interventi possibili senza modifiche sostanziali:
non superare i 20 gradi di temperatura interna, ogni grado in più comporta un incremento del
consumo di energia tra il 4 e l'8%;
chiudere il riscaldamento un'ora prima di uscire e un'ora prima di mettersi a letto, la casa rimarrà
ugualmente calda sfruttando il calore residuo dei termosifoni;
gli spifferi costituiscono un'enorme dispersione di calore, utilizzare strisce di gomma para-freddo o
silicone;
evitare di coprire i termosifoni con panni, mobili o tende;
collocare dietro i termosifoni un pannello riflettente, anche un semplice cartone rivestito di carta
stagnola riflette la radiazione verso l'interno dell'ambiente, scaldandolo di più;
fare manutenzione, una caldaia tenuta in buono stato rende di più e inquina meno;
installare valvole termostatiche: consentono la regolazione autonoma di ogni ambiente e regolano
automaticamente l'afflusso di acqua calda sulla base della temperatura scelta.
Interventi possibili solo in fase di ristrutturazione:
Gli interventi di queste due sezioni godono di sgravi fiscali o di incentivi economici.
installare i doppi vetri, riducono gli spifferi e la dispersione termica verso l'esterno, di cui le finestre
sono responsabili per quasi il 50%;
se dovete ristrutturare la facciata, approfittatene per mettere il "cappotto" alla vostra abitazione, è un
rivestimento isolante di pochi millimetri che però consente un notevole risparmio, riducendo
drasticamente la dispersione di calore;
interventi di isolamento sono possibili anche dall'interno delle abitazioni, rivestendo le pareti con
pannelli di cartongesso o altro materiale isolante (un ottimo isolante naturale è il sughero);
se dovete cambiare la caldaia, sceglietene una a condensazione, sono molto più efficienti delle
caldaie di vecchio tipo, quindi rendono di più inquinando meno.
Interventi possibili in fase di ristrutturazione o di costruzione, ma che richiedono investimenti
maggiori.
- Installare pannelli fotovoltaici: consentono di autoprodurre energia elettrica totalmente pulita (v.
Sezione dedicata);
– installare pannelli solari termici, si possono utilizzare sia per la produzione di acqua calda che
per il riscaldamento (a condizione che il riscaldamento sia a pavimento, perché è quello più
efficiente a temperature relativamente basse).
Esistono fasce orarie dove i consumi sono minori?
Sì, al momento è possibile una riduzione del 15% sulla tariffa nella fascia oraria compresa tra le
19.00 e l'1.00, previa dichiarazione al gestore che eroga l'energia elettrica.
Che differenza c'è tra le lampade a incandescenza e quelle a fluorescenza?
Le lampade a incandescenza illuminano perché la corrente elettrica attraversa il filamento di
tungsteno contenuto nella lampada, che si scalda (diventa "incandescente") ed emette una certa
quantità di energia in forma di luce; il resto dell'energia che la lampadina si prende, circa il 95%,
non produce luce ma calore, ed è per questo che le lampade a incandescenza sono poco convenienti
dal punto di vista energetico ed economico.
Le lampadine a fluorescenza invece, hanno un meccanismo completamente diverso: sono costituite
da un tubo di vetro rivestito di materiale fluorescente (ha l'aspetto di una polvere bianca) in cui,
dopo aver fatto il vuoto, viene introdotto un gas nobile (argo o neon) e una certa quantità di metallo
(da principio era il mercurio, ora sostituito da sodio, berillio o altri metalli). Alle due estremità del
tubo sono presenti degli elettrodi che, percorsi da una scarica elettrica producono un movimento di
elettroni che eccita il metallo presente nel tubo. Il metallo così eccitato emette radiazione
ultravioletta, normalmente invisibile per l'occhio umano, ma che diventa visibile quando investe la
sostanza fluorescente, e la lampadina si accende. Il consumo di energia è quasi limitato alla scarica
iniziale, per questo le lampade a fluorescenza consumano molto meno di quelle a incandescenza;
per lo stesso motivo non è conveniente usarle in luoghi dove la luce si accende solo per pochi
minuti e molto di frequente (ad esempio, le luci temporizzate delle scale condominiali).
Esistono detrazioni per chi fa rottamare vecchi elettrodomestici e ne acquista nuovi a basso
consumo?
Il comma 353 della legge n. 296 del 2006 disciplina la detrazione dall'imposta lorda, ai fini IRPEF,
delle spese documentate per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni con
analoghi apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+. La detrazione, prevista per il solo
periodo d'imposta 2007, è riconosciuta per una quota pari al 20% dei costi sostenuti entro il 31
dicembre 2007 ed effettivamente rimasti a carico del contribuente, fino alla soglia massima di
detrazione pari a 200 euro per ciascun apparecchio. Ai fini del riconoscimento della detrazione in
esame si rende necessaria, oltre alla documentazione attestante l'acquisto dell'apparecchio – che
deve essere sostituita da fattura o da scontrino recante i dati identificativi dell'acquirente, la classe
energetica non inferiore ad A+ dell'elettrodomestico acquistato e la data di acquisto, un ulteriore
documentazione da cui si possa evincere l'avvenuta sostituzione dell'elettrodomestico. A tal fine il
contribuente è tenuto a redigere un'apposita autodichiarazione, da conservare ed esibire agli uffici
dell'Agenzia delle entrate in caso di eventuali richieste, dalla quale risulti la tipologia
dell'apparecchio sostituito (frigorifero, congelatore) e le modalità utilizzate per la dismissione dello
stesso.
Abitando in un condominio con un sistema di riscaldamento centralizzato è possibile fare un
intervento per far si che i condomini abbiano la possibilità di contabilizzare i consumi?
Adiconsum ha siglato un Protocollo d'intesa con gli amministratori condominiali(ANACI) e con la
rete nazionale delle Agenzie Energetiche Locali (RENAEL) per far leva sugli amministratori di
condominio affinché promuovano assemblee nelle quali valutare i vantaggi del passaggio da un
contratto di manutenzione tradizionale ad un contratto servizio energia.
Il contratto servizio energia permette di effettuare la riqualificazione degli impianti di riscaldamento
utilizzandole risorse economiche derivanti dal risparmio energetico, senza anticipazioni finanziarie
da parte delle famiglie.
Esistono finanziamenti per l'installazione di pannelli solari?
Si, esiste un finanziamento della Regione Toscana a fondo perduto, che equivale ad un 20% di un
totale di 5.000 euro spesi (significa circa 1000 euro ogni 5000 spesi).
Per accedere al finanziamento è necessario rivolgersi alle aziende con le quali è stato siglato
l'accordo per il solare termico. La lista delle aziende si trova al seguente indirizzo:
www.rete.toscana.it/sett/pta/energia/fonti_rinnovabili/politiche_solare.htm
Che cos'è un impianto fotovoltaico?
Un impianto fotovoltaico trasforma direttamente l’energia solare in energia elettrica.
Esso è composto da:
moduli o pannelli fotovoltaici;
inverter, che trasforma la corrente continua generata dai moduli in corrente alternata;
quadri elettrici e cavi di collegamento.
I moduli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore, il più utilizzato dei quali è il silicio
cristallino. Essi rappresentano la parte attiva del sistema perché convertono la radiazione solare in
energia elettrica.
Gli impianti fotovoltaici possono essere connessi alla rete elettrica di distribuzione (grid-connected)
o direttamente a utenze isolate (stand-alone), tipicamente per assicurare la disponibilità di energia
elettrica in zone isolate.
Dove può essere installato un impianto fotovoltaico?
I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi pertinenza di un immobile (tetto, facciata,
terrazzo, ecc…) o sul terreno. La decisione deve essere presa in base all’esistenza sul sito
d’installazione dei seguenti requisiti:
- disponibilità di spazio necessario per installare i moduli;
- corretta esposizione ed inclinazione della superficie dei moduli.
Le condizioni ottimali in l’Italia sono:
- esposizione SUD (accettabile anche SUD-EST, SUD-OVEST, con ridotta perdita di produzione);
- inclinazione dei moduli compresa fra 25°(latitudini più meridionali) e 35°(latitudini più
settentrionali);
assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento
Che differenza c'è tra un impianto solare termico e un impianto fotovoltaico?
Entrambi le tipologie utilizzano il sole come fonte energetica catturandone le radiazioni attraverso
la superfici captanti: i moduli fotovoltaici trasformano direttamente la radiazione solare in energia
elettrica, i pannelli solari termici utilizzano direttamente la radiazione solare in energia elettrica, i
pannelli solari termici utilizzano l'energia termica del sole per riscaldare acqua da utilizzare per uso
igienica sanitario o per il riscaldamento degli ambienti.
Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?
Facendo riferimento soprattutto alle piccole applicazioni (tetti fotovoltaici) e a moduli di silicio
cristallino, un valore indicativo di occupazione di superficie è di circa 8 -10 mq per kW di potenza
nominale installata.
Quali sono le modalità di connessione in rete dell'impianto fotovoltaico?
Lo schema di connessione dell’impianto alla rete è definito dal gestore di rete a cui l’impianto deve
essere connesso.
E’ necessario pertanto fare riferimento alle norme tecniche rese disponibili dal gestore di rete locale
(ad es. per la rete di ENEL Distribuzione le DK 5940 per gli impianti da connettere alla rete in BT,
le DK 5740 per gli impianti in MT).
Inoltre è possibile consultare la norma CEI 11-20 per la connessione in rete degli impianti di
produzione collegati alle reti BT e MT.
Quanto costa un impianto fotovoltaico e a quanto ammontano i costi di manutenzione?
Valori orientativi di costo dell’impianto vanno da 7.000 €/ kWp per gli impianti di piccola taglia a
poco meno di 5.000 €/kWp per impianti di grosse dimensioni.
Il costo annuo di manutenzione è abbastanza contenuto: normalmente è stimato in circa l’1% del
costo dell’impianto.
Conto energia
Cosa si intende per meccanismo in conto energia?
Mentre con l’espressione “incentivazione in conto capitale” si intende l’erogazione di un contributo
per l’investimento necessario per la realizzazione di un impianto, con l’espressione “conto energia”
viene indicato un meccanismo di incentivazione che remunera l’energia elettrica prodotta da un
impianto per un certo numero di anni.
Chi effettua l'erogazione delle tariffe incentivanti?
L’incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.a..
Per quanti anni sono erogate le tariffe incentivanti?
L’incentivazione è erogata per venti anni. Al termine del periodo ventennale non si interrompono i
benefici derivanti da:
scambio sul posto dell’elettricità per gli impianti di potenza non superiore a 20 kW che abbiano
optato per tale disciplina;
remunerazione dell’elettricità consegnata alla rete per tutti gli impianti di potenza ad eccezione di
quelli di potenza fino a 20 kW che abbiano optato per il servizio
Usufruendo delle tariffe del “conto energia", in quanto tempo si recupera il capitale investito?
Si può stimare un tempo di ritorno del capitale investito compreso tra 8 e 12 anni. Tuttavia bisogna
tener conto che esso dipende da diverse variabili quali ad esempio: la quantità di radiazione solare
disponibile (dipendente dalla latitudine del sito d’installazione e dall’orientamento), il costo per kW
dell’investimento (dipendente dalla taglia dell’impianto), la valorizzazione dell’energia prodotta
(valore delle tariffe incentivanti e valore dell’energia utilizzata) e l’eventuale riconoscimento del
premio legato ad un uso efficiente dell’energia (solo per gli impianti fotovoltaici di cui all’art. 7 del
DM 19 febbraio 2007).
di scambio sul posto.
Che cos'è il servizio di scambio sul posto?
Con il termine scambio sul posto (Delibera AEEG 28/06) si intende il servizio erogato dal
distributore locale competente nell’ambito territoriale in cui è ubicato l’impianto fotovoltaico.
Tale servizio consiste nell’operare un saldo annuo tra l’energia elettrica immessa in rete
dall’impianto medesimo e l’energia elettrica prelevata dalla rete dall’utenza connessa a tale
impianto.
È possibile avvalersi dello scambio sul posto solo se il punto di immissione e di prelievo
dell’energia elettrica scambiata con la rete coincidono.
Possono richiedere di usufruire del servizio di scambio sul posto i clienti del mercato vincolato e i
clienti del mercato libero che hanno la disponibilità di impianti alimentati da fonti rinnovabili di
potenza nominale non superiore a 20 kW.
Informazioni sul sistema di incentivazione DM 19 Febbraio 2007
Chi beneficia dell'incentivazione?
Possono beneficiare dell’incentivazione:
le persone fisiche;
le persone giuridiche;
i soggetti pubblici;
i condomini di unità abitative e/o di edifici;
che siano soggetti responsabili di impianti fotovoltaici realizzati in conformità ai requisiti del DM
19 febbraio 2007 e che non beneficino e non abbiano beneficiato delle tariffe incentivanti introdotte
dai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006.
A quanto ammontano le tariffe incentivanti per il fotovoltaico?
Le tariffe, che rimangono costanti in termini di moneta corrente per la durata del periodo di
incentivazione pari a 20 anni, sono differenziate in base alla taglia degli impianti ed al grado di
integrazione architettonica:
Taglia di potenza
dell'impianto |
Non integrato
euro/kwh |
Parzialmente integrato
euro/Kwh |
Integrato
euro/Kwh |
| 1kw < p < 3kw |
0,40 |
0,44 |
0,49 |
| 3 kw < p < 20 kw |
0,38 |
0,42 |
0,46 |
| p> 20 kw |
0,36 |
0,40 |
0,44 |
Per tutte le taglie, i valori delle tariffe sopra menzionati sono riferiti ad impianti entrati in esercizio
nel periodo intercorrente fra il 13 aprile 2007 (data di emanazione della Delibera AEEG n°90/07,
prevista dal DM 19 febbraio 2007)ed il 31 dicembre 2008.
Per gli impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre
2010, le tariffe sono decurtate del 2% per ciascuno degli anni di calendario successivi al 2008, con
arrotondamento alla terza cifra decimale.
Le suddette tariffe sono incrementate del 5% (con arrotondamento commerciale alla terza cifra
decimale) nei seguenti casi, non cumulabili fra di loro:
- impianti maggiori di 3 kW di potenza non integrati architettonicamente, i cui soggetti
responsabili impiegano l’energia elettrica prodotta in modo tale da conseguire il titolo di
autoproduttori (ai sensi dell’art. 2, comma 2 del D. Lgs. n. 79/99 e successive modifiche e
integrazioni);
- impianti i cui soggetti responsabili sono scuole pubbliche o paritarie di qualunque ordine e
grado o strutture sanitarie pubbliche;
- impianti integrati (integrazione “totale” ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera b3) del DM
19 febbraio 2007) in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto
realizzati in superfici esterne degli involucri di: edifici, fabbricati, strutture edilizie di
destinazione agricola;
- impianti i cui soggetti sono Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti in base
all’ultimo censimento ISTAT (incluse Municipalità e Circoscrizioni, sempre che abbiano
una loro autonomia e siano sotto i 5000 abitanti);
Per gli impianti fotovoltaici operanti in regime di scambio sul posto e che alimentano, anche
parzialmente, utenze ubicate all’interno o asservite ad unità immobiliari di edifici (ai sensi
dell’articolo 2, comma 1 del D. Lgs. n. 192/05) è prevista l’applicazione di un premio aggiuntivo
abbinato ad un uso efficiente dell’energia.
Per gli anni successivi al 2010, le tariffe sono ridefinite con appositi decreti interministeriali, in
mancanza dei quali si continueranno ad applicare le tariffe definite per gli impianti che entrano in
esercizio nel 2010.
Esiste un tetto massimo alla potenza totale (di tutti gli impianti) che può essere incentivata?
La potenza nominale cumulativa incentivabile di tutti gli impianti è di 1.200 MW. In aggiunta a tale
potenza, hanno diritto a richiedere la concessione delle tariffe incentivanti e, se del caso, del premio
aggiuntivo, tutti gli impianti che entrano in esercizio entro 14 mesi dalla data, pubblicata dal GSE,
nella quale verrà raggiunto il limite dei 1.200 MW (24 mesi per i soli impianti i cui soggetti
responsabili sono soggetti pubblici).
L'incentivo conto energia è cumulabile con altri incentivi e riconoscimenti?
Le tariffe incentivanti non sono cumulabili con:
certificati verdi;
il riconoscimento o la richiesta di detrazione fiscale (articolo 2, comma 5 della legge n. 289/02 e
successive modifiche ed integrazioni);
incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto
interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20 % del costo di investimento per la
realizzazione dell’impianto;
titoli di efficienza energetica.
Le tariffe incentivanti sono cumulabili con incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o
comunitaria in conto capitale e/ in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20 %
del costo di investimento per la realizzazione dell’impianto esclusivamente nel caso in cui il
soggetto responsabile sia una scuola pubblica o paritaria di qualunque ordine e grado o una struttura
sanitaria pubblica.
Resta fermo il diritto al beneficio della riduzione dell’IVA per gli impianti facenti uso di energia
solare per la produzione di calore o energia elettrica, di cui al DPR 633/1972 e al DM 29 dicembre
1999.
Si segnala che le tariffe ed i premi non sono applicabili alla produzione elettrica di impianti
fotovoltaici realizzati per rispettare particolari obblighi di legge in materia edilizia - previsti dal
D.Lgs. n. 192/05 (prestazioni energetiche degli edifici) e successive modifiche ed integrazioni o
dalla legge n. 296/06 (Legge finanziaria per il 2007, articolo 1, comma 350) - entrati in esercizio
dopo la data del 31 dicembre 2010.
Qual'è l'iter per accedere alle tariffe incentivanti?
L’iter generale da seguire per accedere all’incentivazione è il seguente:
il soggetto responsabile inoltra il progetto preliminare al gestore di rete competente e chiede la
connessione alla rete;
nel caso di impianti di potenza nominale non inferiore a 1 kW e non superiore a 20 kW,
contestualmente alla richiesta di connessione, il soggetto specifica se intende avvalersi o meno del
servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta;
ad impianto ultimato, il soggetto responsabile comunica la conclusione dei lavori al gestore di rete
competente;
entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, - pena la decadenza dal diritto
all’incentivo – il soggetto responsabile è tenuto a far pervenire al GSE la richiesta di concessione
della pertinente tariffa. Il termine per la presentazione della richiesta è perentorio pena la non
ammissibilità alle tariffe. Per gli impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente fra il 1°
ottobre 2005 e la data di entrata in vigore della Delibera AEEG n°90/07, il termine per la
presentazione della richiesta è di 90 giorni a partire dalla data di entrata in vigore della Delibera
stessa, sempre che gli impianti siano realizzati, nel rispetto delle disposizioni dei decreti ministeriali
28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006, e non beneficino e non abbiano beneficiato della tariffa
incentivante di cui ai medesimi decreti.
Per le attività correlate alla richiesta di concessione della tariffa al GSE, il Soggetto responsabile è
tenuto a registrarsi preventivamente sull’apposito portale predisposto dal GSE stesso.
Fonte: www.grtn.it
Per informazioni più dettagliate sulla presentazione della richiesta di concessione tariffe
incentivanti contattare il GSE.
Esistono Enti che forniscono mutui a tassi agevolati?
Banca Etica fornisce mutui per finanziare l'installazione di pannelli fotovoltaici, sia per privati che
per pubblici. Sul sito è disponibile anche una documentazione su pannelli fotovoltaici e sul decreto
Conto Energia: http://www.bancaetica.com/finanziamenti/finanziamenti04.php
Ristrutturazione della casa
Cosa si può utilizzare per una buona coibentazione della casa?
Una muratura realizzata con materiali naturali e con spessori adeguati, permette di opporsi nell'arco
della giornata e nell'alternarsi delle stagioni all'assorbimento e alla dispersione di calore.
Per quanto riguarda i muri esterni: La muratura dovrebbe essere traspirante cioè garantire uno
scambio con l'esterno dell'umidità. Perciò dovrà essere realizzata con materiali adatti quali laterstizi
pesanti, isolanti naturali come sughero, intonaci e malte a base di calce per consentire alla struttura
di respirare.
Coperture:
sono consigliati materiali naturali ad alta traspirabilità che garantiscano una buona protezione
termica. La bioedilizia consiglia l'uso di tegole e coppi in laterstizio, per la realizzazione dello strato
isolante è opportuno l'uso di materiali coibenti, quali ad esempio il sughero, la lana di legno, i
pannelli di fibra di legno o di cellulosa mineralizzata.
Intonaci:
La calce idraulica naturale è un buon coibente ed ha una perfetta aderenza alle pareti, oltreché
un'ottima resistenza agli sbalzi termici.
Quali sono gli accorgimenti che possiamo attuare per eliminare le infiltrazioni d'aria?
Per eliminare o ridurre le infiltrazioni d'aria occorre installare delle buone guarnizioni: per
serramenti: (in gomma alluminio etc.)
Quando le finestre hanno un solo vetro possiamo:
• inserirne un altro sul medesimo infisso, ottenendo così un doppio vetro,
• applicare tendaggi pesanti davanti alle finestre (non davanti ai termosifoni)
• aggiungere un secondo serramento dietro o davanti al vecchio
• sostituire tutto il serramento con un altro già predisposto con vetrocamera. Meglio sostituire
serramenti vecchi e danneggiati con nuovi serramenti termoisolanti
Controllare le dispersioni di calore dal cassonetto: è uno dei punti di notevole dispersione di calore,
dove c'è spazio(almeno 2 cm ) è utile applicare uno strato di isolante.
Esistono incentivi?
La nuova finanziaria introduce delle novità. In sede di dichiarazione, i contribuenti potranno
ottenere uno sgravio dall’imposta lorda, per un importo compreso tra 30mila e 100mila euro, in
relazione alle spese effettuate nel 2007, per lavori di riqualificazione energetica di edifici esistenti,
per pavimenti e infissi, e per l’installazione di pannelli solari, sia a uso industriale che domestico.
spetta una detrazione pari al 55% degli importi rimasti a carico, fino a un valore massimo della
detrazione di 100mila euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo (comma 344).
Stessa percentuale di detrazione, ma con limite massimo pari a 60mila euro, da ripartirsi in tre quote
annuali uguali, per gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari,
riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre
comprensive di infissi, a condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittenza termica U,
specificati in allegato alla stessa Finanziaria (comma 345).
Esistono finanziamenti per l'installazione di caldaie ecologiche?
Attualmente esiste un finanziamento della Provincia di Firenze destinato alle fasce di reddito più
basse per l'installazione di caldaie a basse emissioni e ad alto rendimento energetico. Si consiglia di
accertarsi che il fondo sia sempre disponibile vista la mole di richieste che sono già state fatte. Il
bando scade il 12/12/2006.
http://www.provicia.fi.it
La finanziaria 2007 offre delle novità per chi installa delle caldaie ecologiche (tipo a
condensazione), ovvero di poter recuperare dalla dichiarazione dei redditi il 55% delle spese
sostenute per l'acquisto della caldaia in soli tre anni.
Rifiuti
Dove si conferiscono il polistirolo, l'olio esausto, i metalli, i rifiuti elettronici?
Il polistirolo dei contenitori nelle campane blu; il polistirolo riciclabile è quello delle vaschette e
non quello da imballaggio.
Possiamo portare l'olio esausto alimentare nelle Stazioni Ecologiche esistenti (gli indirizzi si
trovano su: www.quadrifoglio.org) o presso i Circoli arci che hanno attivato la raccolta:
– Panche: via Caccini
– Vie Nuove: viale Giannotti
– La Concordia: via Ronco Lungo 9/a
– Le Torri: via Lunga, 157
– San Quiric: via Pisana, 576
– Casa del Popolo di Settignano: via San Romano, 1
– Casa del Popolo San Bartolo a Cintoia
– Casa del Popolo Ugnano: via di Ugnano, 60
– Centro Culturale Container: via del Chiuso, 55/b
Un'altra possibilità è costituita dall'eco-furgone presente ogni giovedì mattina in Piazza Garibaldi
durante il mercatino rionale (borgo di Peretola).
Curiosità: in piccole quantità, l'olio esausto può essere mischiato al terriccio delle piante (specie
quelle "grasse") e diventa un' ottimo anti infestanti tipo ragnetto rosso.
Per quanto riguarda i rifiuti elettronici:
si è costituito il centro di coordinamento per il recupero dei rifiuti elettronici (RAEE) in vista della
partenza del nuovo regime giuridico disegnato dal decreto legislativo 151/2005; nel 2006 un decreto
aveva infatti rinviato la partenza del nuovo sistema al 30 giugno 2007, scadenza ormai prossima.
Dell'attuazione se ne sta occupando ASSORAEE, l'associazione che rappresenta le imprese
impegnate nel trattamento dei rifiuti da apparecchiature alettriche ed elettroniche. Ogni anno in
media se ne producono 14 kilogrammi per abitante. L'obiettivo da raggiungere a livello europeo è
raccoglierne e smaltirne almeno 4 chilogrammi pro capite entro il 31 dicembre 2008.
Il sistema di raccolta italiano prevede che, a partire dal 1° lugluio 2007, il consumatore che
acquisterà uan nuova apparecchiatura elettrica o elettronica potrà consegnare quella vecchia al
rivenditore, obbligato a ritirarla e avviarla agli appositi centri di raccolta. Alcuni grandi distributori
offrono già questo servizio.
A Firenze:
In attesa che la norma venga realizzata a tutti gli effetti, i privati possono comunque portare
gratuitamente computer e telefonini al Quadrifoglio presso l'ex-inceneritore di S. Donnino; con una
breve ricerca su Internet si possono trovare cooperative sociali ed associazioni che ritirano
computer vecchi per "rigenerarli" e riutilizzarli o darli ad enti (come le scuole) che ne hanno
bisogno.
Quali tipi di carta sono riciclabili?
Tutte tranne: quelle plastificate di giornali, e certi volantini, la carta troppo sporca, fax e scontrini
fiscali, bicchieri e piatti di carta.
I bicchieri e piatti di plastica si possono gettare nella campana blu?
No, perché solo le aziende che producono imballaggi pagano la tassa di smaltimento di rifiuti.
Come si fa il Compost?
Il compostaggio è il risultato di un nuovo modo di trattare i rifiuti organici e vegetali che noi
produciamo e che ritornano dopo questo processo, a nutrire il ciclo vitale della natura. Il compost è
infatti un terriccio utilissimo e ricco di nutrimento per vasi, aiuole, orti e campi.
La compostiera è un contenitore appositamente pensato per favorire il processo di compostaggio dei
rifiuti organici che vi si introducono.
Cosa possiamo gettare nella compostiera?
• Gli avanzi della cucina, come fondi di caffè, filtri di thè o camomilla, bucce, riso, pasta.
• I prodotti dell'orto e del giardino: foglie, erba secca, fiori appassiti, terriccio.
• Altri materiali: segatura, trucioli di legno non trattato, tovaglioli di carta bianchi.
Sito utile: www.atuttocompost.it
Dove si trovano le compostiere?
Nelle Aziende Municipalizzate (Quadrifoglio, Safi, hanno un piccolo costo, in certi Comuni la
danno gratuitamente), l' Associazione Amici della Terra prende ora delle prenotazioni dei cittadini
interessati per fornirle gratuitamente.
Dove finiscono i rifiuti che noi conferiamo?
La Carta va a finire nelle cartiere del riciclaggio.
I Metalli nella rifiuteria di S. Donnino.
I Cartoni per bevande presso la Cooplat.
Il Legno viene tritato alla rifiuteria di S.Donnino e inviato alla ditta Saviola di Bologna.
Il Vetro e la plastica alla Revet.
Per altre informazioni si può contattare il numero verde della Quadrifoglio: 800-330011.
E' vero che vengono rimessi tutti insieme e la raccolta differenziata serve a poco?
Non, non è vero, accade solo quando i rifiuti non vengono conferiti correttamente.
La raccolta differenziata è un'azione importante che serve ad allungare la vita dei prodotti e dei
materiali che utilizziamo ogni giorno, ritardando così il loro ingresso in discarica e/o negli
inceneritori e serve ad alimentare il cosiddetto "mercato delle materie seconde" interessante anche
dal punto di vista economico e della creazione di nuovi posti di lavoro.
Però deve essere fatta nel miglior modo possibile, evitando gli "errori" tipo mettere il vetro dove
dovrebbe andare l'organico e così via. Questo proprio per evitare il fatto che poi "i rifiuti vengano
buttati tutti assieme in discarica". Infatti se il materiale delle raccolte differenziate supera un
determinato livello di "impurità", i consorzi non lo ritirano ed il Quadrifoglio (come le altre ditte
che si occupano della raccolta dei rifiuti) è costretto a metterlo in discarica (ed in futuro bruciarlo
nell'inceneritore...).
A tal fine sarebbe consigliabile passare da raccolte differenziate col sistema dei cassonetti stradali
incustoditi a quelle basate sul "porta a porta".
Va tenuto presente però che raccolta differenziata e riciclaggio non sono la soluzione del problema
dei rifiuti, senza una riduzione alla fonte.
Finanza etica
Come funziona la Banca etica?
Banca etica si propone di utilizzare i nostri risparmi per finanziare attività che servano al bene
comune della collettività, indirizzando i propri investimenti ad attività di utilità sociale, ambientale
e culturale e sostenendo le attività di promozione umana, sociale ed economica delle fasce più
deboli della popolazione e delle aree geografiche più svantaggiate.
Il denaro raccolto viene impiegato in progetti che rispettino criteri di trasparenza, di tutela dei
lavoratori, delle minoranze e dell'ambiente. I fondi raccolti sono prevalentemente impiegati a
sostegno di quattro settori: cooperazione sociale, cooperazione internazionale, ambiente, cultura e
società civile. L'elenco dei progetti finanziati è consultabile. La banca si appoggia sulla rete
territoriale dei suoi soci, che contribuiscono alla valutazione socio-ambientale dei progetti
finanziati. I soci eleggono un Comitato Etico, che ha il compito di controllare che i principi
ispiratori vengano sempre rispettati.
Quali differenze ci sono con una normale banca?
Banca Etica fornisce servizi di conto corrente e finanziari analoghi a quelli di una banca "normale".
Alcuni certificati di deposito sono dedicati a specifici progetti di micro-credito nel Sud del mondo
(attraverso il consorzio Etimos), o per finanziare iniziative specifiche. Attraverso Etica SGR
propone fondi di investimento che investono in azioni di società certificate da Ethibel, e
ulteriormente controllate dal Comitato Etico.
Microcredito
Chi può accedere ai prestiti del microcredito?
I soggetti che non avrebbero normalmente possibilità di accedere ai prestiti bancari.
Come funziona?
Si tratta di esperienze fortemente legate a comunità locali, associazioni e gruppi di volontariato che
si appoggiano ad una controparte finanziaria (normalmente una MAG) per poter operare. La loro
attività si divide fra prestiti di mutuo soccorso, in genere piccole somme (non superiori a 2.500 €)
erogate a persone in situazione di particolare disagio o difficoltà anche temporanea e prestiti per
piccole iniziative economiche e commerciali.
Turismo responsabile/ Cooperazione internazionale
A chi mi posso rivolgere per un viaggio di turismo responsabile?
L'Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) conta oltre 60 realtà del mondo non profit
italiano che promuovono turismo responsabile. Sul sito, www.aitr.org si possono trovare le schede
di presentazione di tutte le associazioni dell'AITR con i rispettivi indirizzi, referenti e informazioni
circa le iniziative e i viaggi promossi.
A Firenze conosciamo: Viaggi Solidali, Forafrica, Viaggi senza barriere, Ucodep e il Cospe (le
ultime due promuovono viaggi responsabili ma in modo saltuario).
Cosa significa turismo responsabile?
Se la meta è un paese lontano
la prima caratteristica del turismo responsabile è la consapevolezza.
Il viaggiatore etico e consapevole va incontro ai paesi di destinazione, alla gente, alla natura con
rispetto e disponibilità.
Le proposte di turismo responsabile di cui possiamo usufruire ci consentiranno di rispettare i
processi di sviluppo locale, ma anche di conoscere delle realtà estremamente interessanti. E' un
modo di viaggiare attento alla realtà sociale, antropologica e culturale di ogni paese, che si pone in
netto contrasto con un turismo di massa poco rispettoso dell'ambiente e della diversità.
Il Turismo responsabile si fonda infatti su un codice etico e di comportamento, al quale tutte le
organizzazioni che lo promuovono sono tenute ad aderire.
Se si vuole invece viaggiare in Italia, possiamo aderire a esperienze rivolte alla conoscenza
dell'ambiente e degli animali. Campi per ragazzi, soggiorni in parchi naturali con percorsi di
trekking, a piedi o in bici, l'importante è ricordarsi di essere sempre attenti al rispetto della
naturalità e ai rischi che un'eccessiva affluenza di turisti in un determinato luogo può portare, anche
se protetto.
Quali organizzazioni a Firenze promuovono campi di lavoro in Italia e all'estero?
ManiTese, Emmaus, Arci, Amici della Terra, Ucodep, Legambiente, Lipu, Wwf, Cts, Arci, Centro
missionario diocesano.
Sono gratuiti o a pagamento?
Di solito sono a carico del volontario il viaggio e le spese collettive, mentre il vitto e l'alloggio sono
gratuiti.
Quali organizzazioni a Firenze promuovono viaggi di conoscenza?
Rete Radié Resch, Arci, Cospe in modo saltuario.
Richiesta di elenchi di ong e associazioni di riferimento per inviare curriculum lavorativi
Commercio Equo e Solidale
Quali botteghe esistono a Firenze?
Villaggio dei popoli Via dei Pilastri 45 r 055 2346319
Equoland Via Ghibellina 115 r 055 2645700
Borgo Alegre Via dei Serragli 88 r 055 2658299
Equazione Via Lombardia 1/p, (Le Piagge) 055 373737
Hakuna Shida Via Pecori Giraldi, 16 r (Borgo
Albizi)
055 244386
Eticamente Piazza Marconi 15, (Scandicci) 055 253679
Il Mondo in Sesto Viale Gramsci 212 (Sesto
Fiorentino)
Educazione ambientale
Dove si possono trovare materiali, documenti, libri per approfondire la tematica?
• Laboratorio di Villa Demidoff: via Fiorentina, 276,- Loc. Pratolino - 50030 Vaglia
(Fi), tel. 055 409339
• Centro di Documentazione di Mani Tese: via della Pieve 43/b, Pieve a Settimo,
Scandicci, tel. 055720128
• Centri di Educazione al Consumo Consapevole - Unicoop con la collaborazione della
Coop. Meta , nei locali della Sezione Soci Coop Firenze Nord- Ovest, in via Vittorio
Emanuele II
• Laboratorio di educazione permanente per la pace, via delle Panche 26, Firenze, tel.
055 419842
• INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione per la ricerca educativa), via M.
Buonarroti 10, Firenze, tel: 055 2380301, www.bdp.it
Educazione alla legalità
Chi se ne occupa a Firenze? Dove si può trovare della Documentazione utile?
- LIBERA Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie - Toscana
Piazza dei Ciompi, 11 (c/o Arci) - 50122 Firenze
Tel. 055-26297230
Referenti:
Vanna Van Straten Tel: 055-2625710
Maurizio Pascucci Tel.: 055.240182
- Il Centro di documentazione Cultura della Legalità Democratica presso la Regione Toscana , nato
nel 1994,opera in attuazione della L.R. n.11 del 10/3/1999:
Sede Comunicazioni Orari
Via Val di Pesa, 1, 50127
Firenze
Tel 055 4382249/47, Fax 055
4382280
Dal lundedì al venerdì dalle
9.00 alle 13.00, mercoledì e
giovedì dalle15.00 alle 17.00
Sito: http://www.regione.toscana.it/cld
E-mail: cld@regione.toscana.it
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